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Argimusco: lo Stonehenge siciliano.

  • Immagine del redattore: desangro
    desangro
  • 7 apr 2015
  • Tempo di lettura: 1 min

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I menhir che compongono l'altopiano dell'Argimusco, sito oltre i 900 mt. s.l.m. tra i Monti Nebrodi e i Peloritani, segnano un suggestivo luogo ritenuto sacro fin dalla notte dei tempi.

I megaliti polimorfi, attorno ai quali sono state ritrovate tracce preistoriche, ricadono nei pressi di Montalbano Elicona (ME), antichissimo borgo sulla cui rocca si erge un castello fatto costruire nel XII sec. da Federico II di Svevia, lo 'Stupor Mundi', e nel XIII sec. divenuto residenza estiva di Federico d'Aragona (Federico III di Sicilia).

Argimusco e il Castello di Montalbano Elicona furono mete di particolare interesse per alchimisti e astrologi come Arnaldo da Villanova, medico e consigliere di corte degli Aragona, ricordato da una lapide nella Cappella Palatina. Qualcuno suppone che, per la sua vicinanza agli Aragona, in questa cappella riposino le spoglie mortali di Arnaldo da Villanova.

Nel XVIII sec. anche il Conte Cagliostro sembra essere passato da questi luoghi, accompagnato dal suo misterioso iniziatore Althotas, al fine di purificarsi e compiere operazioni spagiriche.

Lo stesso Grande Cophto riferisce nel memoriale del 1786 della sua "iniziazione alchemica" ricevuta a Messina dal maestro Althotas, che descrive come un uomo dalla lunga barba, mezzo greco e mezzo spagnolo, che parlava un misto tra l'arabo, l'italiano, il francese e lo spagnlo.

A. Musco e P. Devins, nel loro testo "Argimusco decoded", riferiscono di questa ipotesi con i dovuti particolari, indicando anche la probabile identità del misterioso maestro Althotas.

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