Testamento spirituale di Raimondo de Sangro
- desangro
- 28 mar 2015
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TRASCRIZIONE
«Io D. Raimondo di Sangro Principe di Sansevero a' Trenta del Mese di Aprile Giorno di S. Severo V. dell'anno 1770, fedele alla Maestà Nostra fu Carlo III di Borbone, devoto ed intimo di S.S. Benedetto XIV o sia fu Cardinal Prospero Lambertini, stimato da Federico di Prussia e dalla di Lui Germana fu Margravia di Bareith, provvedo con questa mia dichiarazione scritta, chiusa, e suggellata, e occulta, a tramandare nel Nome del Misericordioso e Onnipotente mio Dio e Creatore, il Cammino della mia Esistenza; certo che il quale per Sorte troverà queste mie presenti Carte, sappia nviolabilmente usufruirne; come oppostamente Spero che se la Barbarie si rimanga a far sussistere pretentiose Navi senza Rotta, auguro che questi miei infrascritti ne resti polvere. Sempre che il tempo non avrà distrutto la mia prediletta Chiesa Gentilizia, accosto al mio Palazzo dove mi trovo ancora ad abitare qui in Napoli intitolata di S.ta Maria della Pietà dichiaro di aver proccurato di ridurla a quella magnificenza di Statue, che simboleggiano, virtù e la mia stessa vita, con spesa e cura e arte.
Non so se il destinato a leggere questi miei scritti sarà di appartenenza all'età dove la Lancetta del quadrante Celeste avrà toccata la Costellazione di Acquario.
Questo non so; voglio però se chicchessia trovasse questo mio Testamento di troppa propia Coscienza, destini la sua Mente alle mie confidenze e poi sia così Probo da divulgarle; gli Uomini che vegliano i quali vivono intenderanno. Sarà per essi l’Aleph.
Io nacqui a' 30 Gennaio 1710 a Torremaggiore; invero trascorsi il maggior spazio dell'età mia in grembo di questa Città di Napoli, Dominante eccelsa per fatalità di Spirito e d'Istoria.
Colpito da Morbo incurabile pe' Professori, invero aequo se sieno noti gli argomenti della mia esistenza: praticai vita mia durante la Scientia delle Scientiae, il Sigillo di tutte le porte, La Chimica; seguii l'intento dell'Opera che Muta e pervenni al volo della Mente; ben inteso feci solenne e amplissima rinunzia di tutt'altro a benefizio di Essa, inverso la quale volsi la mia ossequiosa attenzione; Essa ha comandato che decorso questo anno, fra 'L termine del terzo mese (dopo seguito questo mio scritto) di quello avvenire seguirà il trapassamento del mio Corpo.
Per ciò; prevedendo io che tra 'L termine di un mese i miei Estensori non obbediranno al Comando del Cervello; dichiaro che quanto dico è stato instituito da un Progetto della qual Chiave - mi costa de causa scientiae - molti hanno invano formulato con Superbia.
Io investito dal Misericordioso Iddio, ho veduto compreso trovato e conceputo il Tesoro che a preferenza di qualunque siasi altro Gioiello va cercato; soscrivo e riscrivo ch'Esso è fonte di Gaudio e di periglio.
Quando il trapassamento sarà maturato da decenni, gli uomini avranno acchetato la brama del non sapere? Avranno inteso l'Acqua che non pesa?
Confidato nella benignità del destinato postero alla prima Lettura di questo mio scritto, mi preme compendiare che l'Uno procede nella Mistica Concentrazione del Contemplare il noto e l'ignoto; così che lo Spirito va dalla Conoscenza Relativa dell'uomo a quella Eroica.
Per dar poi un qualche argomento di questa mia Confidenza letta così Laddove alla mia morte futura in uno con gli altri fogli inseriti e inchiusi al presente dichiaro che ho umilemente appreso e con rettitudine secondo la Testimonianza di Paolo, Origene, Ilario, Giovanni... In ogni caso mi riconosco obbligato a confessare che tutte le strade, niuna eccettuatane, presi per insegnare vita mia durante; pochi invero intesero dal di dentro.
Io, per la Dio Grazia, ho conosciuta la Pietra d'Amore Celeste e mi rimetto ciecamente al Signore Iddio.
Tu ch'hai cercato hai trovato; questa è la Legge; seguila.
E per maggiormente acchetartene; se l'invincibile possanza del tempo non avrà dato alcun discapito alla riferita Chiesa di S.ta Maria della Pietà; e se la mia unica, vera, diretta Discendenza siesi estinta o non siesi commendabile per Saviezza; a carico e scrupolo della tua coscienza, rimetto l'onere d'impedirne qualunque alterazione di Essa Chiesa.
Raimondo di Sangro Principe di SSevero ho disposto come sopra.
Napoli 30 aprile 1770».